SORSI D’AUTORE

FOLK & WINE
2 aprile 2018
LETTERE DiVINO
2 aprile 2018
  Incontro con Gianmarco Tognazzi
Nel cuore veronese di Cortile Mercato Vecchio, il noto attore, figlio del grande Ugo Tognazzi e grande appassionato e produttore di vino, dialogherà con la giornalista televisiva Cinzia Tani. Protagonisti i vini “La Tognazza”, prodotti dai vigneti estesi tra Velletri, i Castelli Romani e il Chianti, triangolo simbolo del rosso italiano.
“Topioco”, “Come Se Fosse”, “Antani”, e ancora “Casa Vecchia”, “Voglia matta”, “Conte Mescetti”. La cultura e il cinema italiano che hanno segnato la sua infanzia e maturità sono tutti travasati lì, nelle sei etichette della Tenuta La Tognazza, che il padre Ugo fondò ancora nel 1969 alle porte di Roma. Una storia di famiglia che sotto Gian Marco si trasforma presto in brand di eccellenza. Non è un caso che il celebre genitore lo volesse agronomo. Un antico desiderio paterno, assopitosi tra un ciak e l’altro, e d’improvviso divenuto in un certo senso realtà. Reduce dal successo di A Casa tutti Bene, ultimo film campione di incassi di Gabriele Muccino, l’attore romano sarà presente con la sua azienda vinicola al fuori salone “Sorsi d’autore” – Vinitaly and the City 2018, domenica 15 aprile, alle 20.00.

«Vivo a Velletri e il 70% del mio fare quotidiano riguarda “La Tognazza”, azienda viti-vinicola gestita insieme a una squadra giovane che, nel mondo austero dei  marchi di vino, si è fatta presto un’ottima reputazione, con centomila bottiglie vendute in 4 anni», spiega Gianmarco Tognazzi. «Siamo molto trasversali», racconta della sua squadra, «e facciamo una comunicazione auto-ironica e dissacrante».

I vini della Tognazza nascono da un intreccio di avvenimenti e aneddoti che attraversano il mondo della cultura e del cinema italiano a partire dalla metà degli anni Sessanta. «Il grande Ugo scelse infatti la tenuta di Velletri con le sue vigne e il suo uliveto per dare inizio alla nostra avventura», spiega Gianmarco. «In quegli anni il cinema era profondamene diverso da oggi e, spesso, un’idea cinematografica o la stesura di una sceneggiatura avveniva intorno alla tavola davanti un buon bicchiere di vino». Tognazzi in questo fu un assoluto precursore. «La sua Tenuta “La Tognazza” fu uno dei primi esempi di azienda agrituristica a chilometro 0 e il suo vino, olio, ortaggi, rappresentavano una materia prima fondamentale per le sue “manie” enogastronomiche. La passione di Ugo per la cucina era, infatti, riconosciuta in tutta Italia, anche attraverso i libri di cucina scritti di suo pugno». Dopo la scomparsa di Ugo, nel 1990, la moglie Franca Bettoja compie il primo tentativo per il lancio di un brand “La Tognazza”. A metà di quegli anni la tenuta di Velletri produce infatti vino, olio, creme e confetture, con un punto vendita dedicato all’interno dell’azienda. Ma è solo con Gian Marco, terzo figlio di Ugo, che la Tognazza si trasforma in un vero e proprio brand, imboccando quel percorso di crescita e innovazione che oggi accredita la tenuta romana come azienda di produzione di vini di assoluta qualità.
La Tognazza è capitanata dall’inesauribile Gianmarco Tognazzi e da Alessandro Capria, che negli ultimi anni hanno saputo costruire e modellare un team di assoluta eccellenza, di cui fanno parte anche Franco e Matteo Bernabei, enologi del marchio. Il primo, enologo di fama mondiale, soprannominato “Mr. Sangiovese” proprio per il suo legame alla Toscana. Il secondo, altrettanto riconosciuto enologo di livello internazionale La Tognazza produce 6 etichette. Per la linea Amici miei: Tapioco, Come Se fosse e Antani; per la linea La Tenuta: Casa Vecchia, Voglia matta e Conte Mascetti.

Doenica 15 Aprile, ore 20:00
Cortile Mercato Vecchio